Il web Usa in sciopero contro la legge anti-pirateria

Tutto il web Usa è entrato oggi in sciopero contro le due leggi anti-pirateria che minacciano di imbavagliare la rete americana. Il "Sopastrike" entra nel vivo.

di | Web & Social

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Il mondo del web in Usa entra ufficialmente in sciopero, per protestare con le due leggi anti-pirateria al vaglio del Congresso in questio giorni.

Un po' tutti i siti più importanti, infatti, hanno deciso di interrompere le loro attività (e i loro servizi) per 12 ore, mettendo ben in chiaro davanti al legislatore cosa ne pensano del Sopa (Stop Online Piracy Act) e del Pipa (Protect IP Act).

A dare il "la" a questa azione massiccia è stata anche Wikipedia, che oggi sulle sue pagine in inglese espone un messaggio quantomai esplicito, con preghiera di diffusione: "Per oltre una decade abbiamo impiegato milioni di ore per costruire la più estesa enciclopedia nella storia dell'uomo. In questo momento il Congresso degli Usa sta esaminando delle leggi che potrebbero danneggiare fatalmente la rete aperta e libera. Per 24 ore, alo scopo di sensibilizzare, oscureremo Wikipedia".

 

Il popolare sito fondato da Jimmy Wales, dunque, sostiene la causa e raddoppia le ore di sciopero, passando da 12 a 24. E il disagio degli oltre 100 milioni di visitatori di Wikipedia in inglese non farà che aumentare la protesta. Tanto che il Congresso, ieri, ha deciso di rimandare il dibattito sul Sopa a febbraio.

La portata dello "sciopero" online, infatti, è piuttosto significativa. Oltre a Wikipedia (che da sola è già una potenza) si sono uniti alla protesta anche Reddit, Twitpic, Wordpress, Craigslist, il sito di Mozilla e persino Microsoft: tutti hanno, in forme diverse, fatto sentire la propria voce.

Un po' tutte le più grosse realtà del web e del settore IT hanno esposto appelli o segni di "lutto virtuale" sui propri siti: oltre al popolo dei blog c'è anche la testata Huffington Post, il sito tecnologico Boing Boing, TechCrunch e molte personalità legate al mondo della rete. Fra esse segnaliamo anche Vinton Cerf, co-inventore del protocollo TCP/IP.

 

Google, seppur rimasto accessibile, mostra sulla sua homepage statunitense un invito alla protesta constro il Sopa e il Pipa: per l'occasione BigG ha creato una pagina apposita, in cui gli utenti americani potranno firmare una petizione per dire no alle due leggi-bavaglio.

In ballo, infatti, c'è la libertà di espressione protetta dal primo emendamento della Costituzione americana, un tema su cui i cittadini statunitensi sono sempre stati molto sensibili. Per questo il "Sopastrike" ha ricevuto una massiccia adesione che di sicuro non potrà essere ignorata dal Congresso Usa.

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