Google+, i nomi devono essere reali

I nomi degli iscritti a Google+ devono essere reali e non nickname o pseudonimi. Pena la cancellazione dell'account e altre noie coi servizi di Google.

di | Web & Social

gplus

Google+ vuole solo iscritti con nomi reali, o almeno questo è ciò che è emerso dalle ultime mosse di Google relative al suo ultimo prodotto social. Google+, sebbene sia ancora in fase di test solo su invito, ha già raggiunto i 20 milioni di utenti e BigG sembra faccia fatica a gestire la propria creatura.

Google, infatti, ha sospeso alcuni account di aziende su Google+ - come quello di Repubblica - per aprire le porte alla prossima declinazione business del servizi. E già qualcuno aveva storto il naso.

Anche gli hacktivisti Anonymous - balzati agli onori della cronaca per aver violato i server del CNAIPIC - sono stati eliminati da Google+, anche se in questo caso una motivazione legittima è facilmente intuibile. Per reagire a questa decisione gli hacker hanno annunciato il proprio social network AnonPlus, che sarebbe in sviluppo.

Per tornare a noi, la questione delle epurazioni da parte di Google ha assunto recentemente dimensioni ben più importanti. Da Google+, infatti, sono scomparsi - o meglio sono stati "congelati" - migliaia di account, perché associati a nomi di fantasia o pseudonimi.

Google+ deve essere popolato solo da persone reali, con nomi reali. D'altronde BigG l'aveva già annunciato: dal 31 luglio tutti i profili saranno pubblici e, come tali, dovranno essere "veri". Per chi si stia interrogando sulla privacy, si potrà sempre filtrare le proprie informazioni personali attraverso il sistema delle cerchie.

Insomma, Google non ha fatto altro che applicare il proprio regolamento, regolamento che evidentemente è stato letto da pochi. Le lamentele, infatti, si sono sollevate con puntualità davanti alla sospensione degli account.
Bisogna ammettere che il messaggio inviato da Google agli interessati non è certo chiarificatore: "Dopo aver verificato il vostro profilo, abbiamo stabilito che il nome da voi fornito viola gli standard della nostra Community".

Il problema si aggrava anche perché il blocco di un profilo su Google+ automaticamente si trasmetterebbe anche agli atri servizi di Google, come Gmail o Google Docs.
Assieme ai primi successi e all'espansione degli iscritti arrivano anche i primi problemi. Come si comporterà Google in futuro?

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