Apple vuole Hulu e i suoi video
Apple sarebbe interessata all'acquisto di Hulu, portale americana di streaming legale. Ma la concorrenza è agguerrita.
Apple pensa all'acquisizione di Hulu, portale di video streaming simile a YouTube disponibile solo negli Usa. Si rafforza così l'interesse di Steve Jobs e soci nei confronti dei servizi televisivi - si vocifera che Apple stia persino costruendo una sua TV.
Hulu, d'altro canto, è un prodotto molto interessante e di uso comune negli Stati Uniti: il sito offre video on demand via web, sia in una declinazione free (con dei limiti) che a pagamento. Hulu è anche multipiattaforma e presenta interfacce ottimizzate sia per smartphone che per tablet.
Insomma, il servizio di video on demand di ultima generazione per eccellenza.
D'altronde dietro a Hulu ci sono grandi nomi del broadcasting, del calibro di NBC, Abc e Fox, che hanno fondato il servizio nel 2007: all'epoca il lancio del sito ricevette molta attenzione, visto che si trattava del primissimo esempio di streaming online legale.
Ultimamente, però, Hulu soffre la concorrenza di Netflix, tanto che in Usa la banda internet utilizzata per il servizio ha battuto in maggio quella per il download P2P.
La dirigenza di Hulu ha tentato di rilanciarlo sul mercato, persino come compagnia di programmi via cavo. Ma inutilmente.
Come per MySpace, anche per il servizio di video è arrivata la decisione di svendere, per soli 2 miliardi di dollari. Le tre emittenti, poi, hanno deciso di offrire insieme al sito un prolungamento degli accordi di ben 5 anni, di cui 2 in esclusiva.
Qui entra in gioco Apple, fresca di risultati trimestrali da record. Sarebbe uno scherzo per Steve Jobs e soci mettere le mani su Hulu, dati gli oltre 76 miliardi di dollari di liquidità disponibili.
Le trattative, rivela Bloomberg, sarebbero già state avviate. Apple ne guadagnerebbe in contenuti, da integrare in iTunes o affiancare al famoso store online di Cupertino.
Assieme a Steve Jobs, però, rimangono in corsa per Hulu anche altri grossi nomi dell'informatica: Yahoo!, Amazon e Google potrebbero tutti partecipare all'asta.
Anche se Microsoft si è recentemente tirata indietro la partita è aperta e la concorrenza è agguerrita.































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