Linux, 20 anni di successi e nel mirino c'è Apple
Oggi il sistema operativo open source Linux compie 20 anni, un grande traguardo per quello che è nato come un passatempo per il suo creatore Linus Torvalds. La vera forza di Linux è stata l'anima partecipativa degli sviluppatori, che giorno dopo giorno l'hanno portato ad essere onnipresente: la maggior parte dei server (e quindi di internet) funzionano con Linux, il sistema operativo Android è basato su Linux, le TV "smart" sfruttano Linux e molti altri device. Forse l'unico settore dove ancora l'OS stenta a decollare è il settore desktop.
Ad ogni modo i primi 20 anni di Linux sono stati celebrati in pompa magna dalla Linux Foundation. Il direttore esecutivo Jim Zemlin, infatti, ha salutato le venti primavere del sistema operativo open con l'annuncio di aver battuto Microsoft, nemico di sempre, e di mirare a superare Apple: "Penso che non dobbiamo più preoccuparci molto di Microsoft. Erano i nostri grandi rivali, ma ora è un po' come prendere a calci un cucciolo", ha detto Zemlin.
Il fatto che Redmond sia ancora leader negli OS consumer non preoccupa troppo né lui né l'ecosistema Linux: "la monopolista [Microsoft] che ha tenuto tutti gli altri fuori dal mercato" è ormai al timone di un settore in decadenza, quello dei PC tradizionali.
A qualcuno potrebbe venire in mente la celebre frase di Steve Jobs, CEO di Apple, quando ha dichiarato che il mondo ormai è in piena era "post-PC". Non a caso Jobs stava presentando iPad 2 quando ha proferito tali parole.
Anche Linux, quindi, sposa la tesi che smartphone e tablet diverranno sempre più cruciali nel mondo dell'informatica e l'OS open si è già ritagliato un ruolo di primo piano in questo scenario. Con Android, appunto: "Linux ha una quota di mercato rilevante grazie ad Android o ad altre versioni di Linux disponibili in ambito mobile", ha detto Zemlin.
Ma Apple, dunque, è un nemico da battere o un alleato prezioso per traghettare il mondo nell'era post-PC? "È il nostro peggior nemico e il nostro miglior amico se siete appassionati di open source - ha detto Zemlin - Apple in diversi modi ha fatto tante cose buone per l'open e per Linux. Ha cambiato l'intero concetto di client computing ed è stato un bene per Linux. Apple ha anche molti componenti open source all'interno dei suoi prodotti e lavora molto bene, in alcuni casi, con la comunità open". Tutto bene quindi? Non del tutto.
Cupertino lavorerà bene per e con Linux ma Zemlin non vede positivamente l'ecosistema creato da Steve Jobs: "non ho intenzione di dire che non hanno un sistema molto chiuso", ha detto il direttore esecutivo della Linux Foundation.
Archiviato il "caso Microsoft", quindi, Apple è il nemico da battere per Linux. Basterà l'approccio collaborativo dell'OS per battere il successo dei prodotti con la mela?































Vuoi commentare?
registrati per avere un account gratuito o Log in se sei già membro.