Asteroidi, il piano di difesa della Terra
Gli asteroidi passano sempre più vicini alla Terra e le agenzie spaziali di tutto il mondo pensano a come proteggerci: ecco il progetto NEOShield.
Gli asteroidi in viaggio per lo spazio sono sempre più un problema per la Terra, che per ragioni statistiche potrebbe anche essere colpita da uno di tali corpi, prima o poi. Per questo gli enti spaziali di tutto il mondo stanno pensando ad un piano di difesa condiviso.
L'ultimo "incontro ravvicinato" fra un asteroide e il nostro pianeta è avvenuto solo venerdì scorso: l'asteroide in questione, soprannominato "2012 BX34", nel punto della sua traiettoria più vicino a noi è passato a soli 60mila km dalla Terra.
2012 BX34, anche se solo di 11 metri di diametro, è stato ascritto fra i 20 corpi celesti che più si sono avvicinati a noi e, nonostante le dimensioni non significative, molti astronomi - anche dilettanti - ne hanno osservato il passaggio.
Domani, 31 gennaio 2012, sarà la volta di 433 Eros, asteroide osservato già nel 1898 che passerà a ben 26,7 milioni di km dalla Terra: ovviamente tale Near-Earth Object (NEO) non causerà danni di sorta al nostro pianeta, tuttavia le agenzie spaziali più importanti del mondo stanno pensando a diversi piani di difesa dagli asteroidi.
L'eventualità che un corpo vagante nello spazio colpisca la Terra, infatti, sono scarse ma non impossibili e gli "avvistamenti" recenti lo dimostrano. A proteggere la popolazione umana, però, ci penserà il progetto NEOShield.
Questo è il nome dell'iniziativa condivisa fra le agenzie spaziali di Europa, Usa e Russa, inziativa che si occuperà di deviare un eventuale grosso asteroide in rotta di collisione con la Terra.
In particolare i possibili scenari sono tre. Il primo prevede il lancio di una sonda che rallenti la velocità del corpo, mentre il secondo prevede la collocazione di un veicolo spaziale da affiancare all'asteroide per diversi anni, con il fine di allontanarlo dall'orbita terrestre.
Il terzo e ultimo "rimedio" agli asteroidi vaganti sarebbe quello di far esplodere una carica nucleare in prossimità del corpo destinato a colpire la Terra.
E il primo candidato a uno di questi trattamenti esiste già: si tratta dell'asteroide Apophis, diametro 277 metri, che potrebbe precipitare sul globo da noi abitato nel 2036, dopo una breve "visita" prevista nel 2029, anno in cui il corpo passerà tanto vicino da spazzare via i satelliti in orbita lungo il suo cammino.































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