ACTA, la UE si affida alla Corte di Giustizia
Riguardo al controverso accordo internazionale ACTA la UE ha deciso di richiedere il giudizio della Corte di Giustizia europea, dopo le proteste montate in rete.
Forse sul famoso trattato ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) la UE ha deciso di fare marcia indietro. Nonostante la Commissione abbia già sottoscritto l'accordo, infatti, l'ente europeo ha deciso di accogliere la proposta del Commissario al commercio, Karel De Gucht, e sottoporre il trattato alla Corte di Giustizia.
Toccherà ai giudici verificare se ACTA è compatibile o meno con le normative comunitarie in tema di libertà d'espressione e d'informazione, di privacy e di tutte le libertà civili che l'Europa ha sancito come irrinunciabili.
De Gucht ha annunciato la novità oggi, dopo la decisione: assieme alla notizia, poi, il Commissario ha spiegato che verranno congelate le procedure di ratifica del trattato da parte della UE. Prima di procedere, infatti, servirà anche il parere positivo del Parlamento Europeo.
In più De Gucht ha anche dichiarato uno stop presso tutte le nazioni europee: "Suppongo che la ratifica sarà sospesa anche da parte degli Stati membri", ha detto.
La decisione della UE, che pure ha già ricevuto l'appoggio del Consiglio degli stati membri, serve a fare chiarezza sul trattato ACTA. Sì, perché la discussione in rete dopo gli episodi Sopa e Pipa in Usa è montata alla notizia della ratifica dell'accordo internazionale in questione.
Sopratutto gli internauti condannano il processo con cui il provider, su richiesta del detentore del diritto d'autore violato, sarà costretto a fornire l'identità di chi scarica e/o condivide file illegalmente.
Secondo i detrattori di ACTA si tratterebbe dell'ennesima legge bavaglio gestita da un'autorità sovranazionale difficile da contrastare e una sorta di "giustizia privata" che di giusto ha ben poco.
De Gucht ha puntalizzato che: "Io sono molto sicuro del fatto mio, durante i negoziati per l'accordo abbiamo tenuto conto degli aspetti relativi ai diritti fondamentali. Inoltre, il Parlamento europeo ha votato a maggioranza ben tre risoluzioni in cui ha chiesto e approvato delle modifiche del testo dell'accordo. Comunque l'UE è disciplinata dallo stato di diritto, e per questo abbiamo chiesto alla Corte UE di pronunciarsi".































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